Bancarelle a Pisa

“ BANCARELLE AL DUOMO: A PISA L’INTERESSE DEI SINGOLI CONTRO TUTTO E TUTTI ”

“Abbiamo preso atto della risposta cattiva e gratuita alla nostra Associazione rea di aver espresso il “… sostenere senza riserva alcuna, l’intenzione dell’Amministrazione Comunale pisana di procedere allo spostamento, per totale e definitiva rimozione, delle bancarelle di Piazza del Duomo ….”. Un tono di risposta indegno, inverecondo, inveritiero, quello dei vice-direttori Confesercenti e Confcommercio.
Indegno: perché lor signori vorrebbero mettere a tacere una delle poche realtà cittadine, la nostra, che da sempre (da più di 50 anni) può e deve dire ciò che altri non vogliono dire per opportunismo politico, per calcolo lobbistico, per mediocrità. Scusate cari vice-direttori: a differenza Vostra che riscuotete i contributi associativi dai bancarellai e perciò pensate di tutelarli a questo modo, noi non siamo a libro paga di nessuno!. Solo a quello, scomodo, del bene di tutta la città nel suo insieme. Ciò ci dà la possibilità, unica, di vedere le cose come stanno e dove Voi non volete vedere. Noi non abbiamo la coda di paglia. E a Pisa ce n’è molta.

 

Ci stupisce che nel 2011 Pisa abbia ancora mancanza di rispetto verso il suo Patrimonio Artistico e Religioso famoso nel mondo, ci stupisce la mancanza di rispetto di una parte della città verso i quattro monumenti che scandiscono la vita dell’Uomo, la Nascita (Battistero), la Vita Cristiana (Duomo), la Sofferenza (Spedale), la Morte (Camposanto Monumentale). Ci stupisce l’anarchia che regna in Piazza Manin e in Largo Cocco Griffi proprio adiacente ad un sito anch’esso religioso: il Cimitero Ebraico. Anche Voi lo avete notato ma non avete notato l’altro: le bancarelle solo perché sono associate?
Inverecondo: poiché nello scandalo dei gadgets erotici, Confesercenti e Confcommercio si sono limitate a flebili e contrastanti giudizi. Senza provvedimenti di espulsione da parte loro di quei bancarellai “rei”, senza prendere o dare notizia pubblica di aver istituito “motu proprio” un decalogo ad hoc per tali rivendite. Inverecondo perché hanno proposto solo lo spostamento di un metro dall’edificio dello “Spedale” sostenendo agli Ingegneri che lavoreranno allo “Spedale”come fare il loro lavoro perché non vogliono perdere una posizione di privilegio che la concessione comunale dà loro. Concessione come noto sempre revocabile, che il Comune ha generosamente concesso loro anni fa a prezzi stracciati pur essendo, molte di queste, prive di concessione edilizia, subappaltate nella licenza a terzi, cosa proibita.
Inveritiero: perché scaricano le responsabilità sugli Amici di Pisa. E poi, il piano del commercio: vadano lor signori a farsi una passeggiata tra i tavoli e le sedie in plastica, gli stereo che si trovano oltre la concessione di suolo pubblico di molti locali del centro. Il regolamento c’è e prevede caratteristiche ben evidenziate da un ricco dossier redatto dai Comitati di Quartiere. Il Commercio pisano, in particolare al Duomo, ha gravissimi problemi. Il primo di questi è già riuscire a vederli, analizzarli, affrontarli e risolverli. E’ comodo dire no perché no, magari arrampicandosi su specchi insaponati e dare la colpa agli altri.

Non è più sufficiente far bella figura verso i propri associati, occorre rispetto per la città e  il mondo intero, e in questa direzione continueremo ad operare anche perché supportati dal consenso della maggioranza dei nostri concittadini.

IL PRESIDENTE
(DR. FRANCO FERRARO)