CPATA. IL CORONAVIRUS PEGGIO DELL’11 SETTEMBRE.

COMITATO PICCOLI AZIONISTI T.A.

                                                                Pisa, 24.04.2020

agli  organi di stampa locali e nazionali

Il COVID 19 peggio dell’11 Settembre

La pandemia del Coronavirus, diffusasi velocemente nel mondo globalizzato, ha provocato uno stop rilevante alle attività produttive e condizionato pesantemente i trasporti pubblici nazionali ed internazionali, sinora artefici di spostamenti veloci di persone e merci, a prezzi sempre più convenienti, grazie a politiche di massima utilizzazione del fattore di riempimento dei vari vettori di trasporto (load factor), importante soprattutto nel settore aereo.  Partendo dalla certezza che il Covid-19 sarà sconfitto solo dal vaccino, disponibile fra 12-18 mesi, per la vaccinazione di massa, occorre riflettere su come contenerlo e conviverci nel frattempo.  Dal punto di vista sanitario la pandemia ha evidenziato che occorre rafforzare i presidi medici, erroneamente accantonati per esigenze finanziarie e stringere accordi internazionali per affrontare prontamente ed uniformemente eventi analoghi, prevenendone le ripercussioni negative.

Gli obiettivi finanziari e gestionali del settore dei trasporti, sono condizionati dai flussi turistici che purtroppo in Italia riprenderanno lentamente, in quanto il trasporto aereo, dopo il lockdown, prevede di recuperare i flussi del 2019, nel 2021/23 o pessimisticamente nel 2023/24. Nel frattempo i social propongono soluzioni fantasiose per la sua ripresa, bocciate sul Financial Times da Ryanair, principale compagnia low cost operante in Italia che in particolare preferirebbe non riprendere a volare non ritenendo profittevole un load factor del 66%, corrispondente ad un posto vuoto tra i sedili.

Certamente gli Enti regolatori internazionali decreteranno le normative di sicurezza da seguire, che, da provvisorie diventeranno poi definitive, come accaduto dopo l’attentato delle Torri Gemelle e ciò comporterà aggravi di costi e tempi che, aggiunti ai mancati guadagni, condizioneranno gli investimenti infrastrutturali del settore. Probabilmente pensava a ciò il sindaco Nardella, per il post COVID 19, suggerendo di mutare le attuali abitudini ed invitando la Regione a tirare una linea perriformare tutti i modelli gestionali e richiedere ai partner privati di fare altrettanto per quanto riguarda tutto il sistema, trasporto pubblico locale e anche trasporto internazionale”  e riferendosi al Polo aeroportuale toscano, pur non avendo ruoli diretti, sostenendo che “cambiando il sistema mondiale dei trasporti, anche il sistema toscano si adeguerà”.

Gli effetti subiti dal trasporto aereo a causa della strage dell’11 settembre, che procurò 3.000 morti, sono noti, ma, pur con precauzione, il settore non si bloccò. Sinora in America i morti per COVID 19 sono circa 47.000, l’Italia ne conta 25.500, ma il traffico aereo ed i flussi turistici sono praticamente inesistenti ed il blocco delle attività produttive è generalizzato.

Il Presidente del Comitato Piccoli Azionisti di T.A.

Dr. Gianni Conzadori