Tavola Rotonda sul futuro dell’Aeroporto Galilei di Pisa

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Pisa, giovedì 9 Giugno 2011- 2012 in stilepisano

 COMUNICATO STAMPA

 RESOCONTO DELLA TAVOLA ROTONDA SUL SISTEMA AEROPORTUALE TOSCANO

           «  L’Associazione degli Amici di Pisa ha organizzato nella propria sede sociale, una tavola rotonda con le categorie economiche pisane sul delicato argomento del sistema aeroportuale toscano, la nuova pista da 3000 metri a Peretola, i riflessi e le ricadute economiche su Pisa in conseguenza della volontà del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di unificare la gestione e società  dello scalo internazionale di Pisa e quello, assai minore, di Peretola.

             Sul tavolo dei relatori hanno preso la parola, introdotti in veste di  moderatrice dalla giornalista caporedattore de « La Nazione » di Pisa Valeria Caldelli, Paolo Corchia presidente di Federalberghi Toscana, Rita Paciello di Federalberghi Pisa, Marzio Benedetti del Consorzio Turistico, Paolo Giusti di Fiavet Toscana e il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.    « La congestione  del nodo autostradale di Firenze, l’assenza di un’ autostrada tirrenica, la vestustà delle linee ferroviarie tra in nord e il sud della costa toscana e verso l’interno sono i veri e prioritari problemi da risolvere per la Toscana ha così iniziato il suo intervento Paolo Corchia di Federalberghi Toscana. L’integrazione vera è fare le infrastrutture soprattutto quelle ferroviarie, rendendo la Toscana mobile e veloce. Fare di Firenze Peretola un city airport non vuol dire fare una nuova porta della Toscana con una pista parallela da 3000 metri, questo è un ruolo svolto magnificamente da Pisa e dal suo management. Più della metà degli alberghi toscani lavora con la costa e il mare e i problemi per essi sono i collegamenti ferroviari e stradali. Abbiamo il paradosso che per andare da Viareggio a Firenze si impiega oltre un’ora e mezzo con il treno e un’ora da Pisa verso Firenze, quando in Europa la stessa distanza si copre in termini ferroviari con poco più di mezz’ora. Da Firenze verso Peretola invece i tassisti spesso rischiano di far perdere l’aereo al cliente a causa del traffico intensissimo. E’ necessario dunque investire sul treno e sulle strade e ammodernare Peretola solo per una funzionalità di aeroporto cittadino e non come porta della Toscana, ruolo già svolto con eccellenza dal Galilei di Pisa.

             Deciso e passionale l’intervento di Rita Paciello di Federalberghi Pisa: “ …è un caso unico che un’azienda che produce, lavora con metodo e professionalità e capacità di offrire servizio come la Sat di Pisa, gli si chieda di dismettere il tutto, buttare all’aria per un’integrazione fumosa. Preoccupa il silenzio della politica locale a ribellarsi in maniera sonora. Protestano i sindaci della piana di Campi e Sesto ma quella pisana e limitrofa non lo fanno. E’ assurdo. La Paciello è sicura: non ci sono nemmeno gli spazi per ragionarne. Se Pisa perderà sviluppo aeroportuale, il parco alberghiero pisano tra 4/5 anni sarà obsoleto e vetusto e se l’aeroporto di Pisa non sarà messo più in condizione di produrre lavoro per l’indotto come adesso, visto che la manutenzione degli stessi è assai onorosa per gli imprenditori, l’economia pisana sarà travolta.”       Spazio poi all’intervento di  Marzio Benedetti  del Consorzio Turistico:E’ solo una questione politica quella di procedere con un nuovo aeroporto a Peretola nell’ottica di una fumosa unione degli scali. Si sente dire che a Firenze si reclama che gli stessi andranno a Bologna a prendere l’aeroporto, ma Pisa può competere con Bologna anche perché il treno da Firenze a Bologna è molto più caro. Tutta questa storia è una vera assurdità.

             La moderatrice Valeria Caldelli aggiorna la discussione presentando nuovi argomenti: negli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90, Peretola ha avuto successo poiché utilizzava aerei piccoli come l’Atr42. Divenuto obsoleto i nuovi velivoli, più grandi, hanno difficoltà ad atterrarvi. Diverse persone, anche fiorentini, mi fanno sapere che con il Galilei di Pisa ci si trovano bene, meglio che con Peretola. Il problema è solo la politica. I dati economici per analizzare in profondità l’argomento di oggi in realtà sono solo quelli riconducibili allo studio fatto dall’Irpet Toscana. Pur nella rispettabilità dello studio in oggetto non ci sono analisi da parte di terzi, svincolati dall’ente pubblico e dalle contiguità politiche. Ecco che sarebbe veramente necessario uno studio tecnico approfondito da parte di analisti internazionali di chiara fama, con dati eseguiti non da istituzioni, ma da professionisti esperti, meglio se esteri, che rendiconti sulle conseguenze per Pisa di una fusione gestionale alla luce di una nuova pista di Peretola da 3000 metri.

             Interviene poi Franco Ferraro presidente dell’Associazione degli Amici di Pisa:  Il campanilismo non è a Pisa, ma è a Firenze che pretendono contro ogni logica assodata, di ribaltare le attività aeroportuali esistenti.

              E’ il momento di Paolo Giusti vicepresidente Fiavet Toscana : nelle agenzie di viaggi il cliente, cerca Pisa per andare in Toscana. E non possiamo sottovalutarlo. A Pisa poi abbiamo anche un management vincente. Firenze al contrario ha un aeroporto modesto e tale deve continuare ad essere gestito. Anche Giusti fa eco a Paolo Corchia: soffriamo in Toscana dei pessimi collegamenti ferroviari sulla Genova-Roma che non sfruttano il grande traffico crocieristico del Porto di Livorno e quello aeroportuale di Pisa. La concorrenza aeroportuale è invece necessaria per tenere bassi i prezzi. La gestione unica si può anche fare ma Pisa è l’aeroporto della Toscana, intercontinentale, fortissimo. Pisa raccoglie anche i viaggiatori dell’entroterra: perché Pisa è un aeroporto sicuro e dà fiducia ai passeggeri perché affidabile e organizzato. Peretola anche con la nuova pista, non risolve i suoi problemi, perché i traffici viaggiatori e i suoi flussi sono su Pisa. E’ un discorso politico quello di fare una nuova pista a Peretola. Pisa è una realtà sicura: la nuova Peretola è un salto nel buio.

             Questo, in sintesi, l’intervento di Federico Pieragnoli direttore di Confcommercio Pisa che ringrazia gli Amici di Pisa per l’iniziativa presa, di parlare al tavolo al di là dei comunicati stampa, del problema aeroportuale secondo le volontà del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Pisa è stata lungimirante negli anni per la gestione aeroportuale grazie alle intuizioni dell’Ing. Ballini. Pisa non può essere declassata dalla politica. L’impoverimento dell’aeroporto di Pisa sarebbe un impoverimento dell’indotto aeroportuale molto più esteso di quanto si pensi e non solo relativo alle presenze alberghiere. C’è la volontà politica di aiutare Tizio per danneggiare Caio. Un conto è collaborare un altro è fondersi: va bene la prima, ma non la seconda. Soffriamo poi in quest’ottica della mancanza di investimenti ferroviari. Le conseguenze di una fusione in danno di Pisa sono terrificanti come lo è  il silenzio assordante della politica pisana su questo argomento. L’acquisto di quote azionarie della Sat da parte di imprenditori pisani nel settore del commercio è limitato dalla stretta creditizia bancaria che costringe a dirottare risorse e riserve disponibili verso altri settori di attività commerciale. La crisi economica mondiale in atto frena molto lo sviluppo che deve ricadere, con scelte di governo anche locali, lungimiranti. L’idea di uno studio sugli effetti di un sinergia aeroportuale  per Pisa e di una nuova pista a Peretola , seppur costoso, può essere utile.””

 IL PRESIDENTE

(DR. FRANCO FERRARO)